I tre volti della rivincita
I tre volti della rivincita

Che vigilia sarebbe senza quei due mattacchioni di Winthorpe e Ballantine, oppure senza quelle canaglie dei fratelli Duke? Sarebbe un giorno come tanti altri: la stessa routine ma senza bacon e succo d’arancia, e senza le zingarate di quel furbacchione di Murphy. Ma soprattutto… senza quella scommessa da un $ che sta alla base del plot. Perché diciamocelo: “Una poltrona per due” (Trading places) è il film di Natale, altro che cinepanettoni; è senza dubbio fra i film che ho rivisto con immenso piacere più volte. Anche voi, non negatelo!
Era il 1983. Sì, esatto: proprio trenta anni fa, tanti gli anni del film. Questa pellicola è un po’ come le avventure di Balboa: quasi un mo­numento alla cinematografia. Infatti, proprio come “Rocky”, il film rasenta la perfezione: dall’intreccio infallibile, alla caduta in miseria, della quale si è vittime più che responsabili, e la risalita veloce verso l’olimpo della ricchezza, accompagnata dal gusto della vendetta verso coloro che quella condizione infelice hanno causato. Vendetta che è anche contrappasso, moralmente giusto forse, ma di certo cinico. E persino un poco cattivo, forse. E proprio per questa sua armonia intrinseca, non riesce mai ad anno­iare. Sono i fatti a parlare e la memoria: questo film va in onda ogni anno, a Natale, da quando ero ragazzino. Non so cosa voglia dire, ma è la costanza che colpisce. E l’affetto con cui, di anno in anno, viene accolto dal pubblico.
Forse non tutti sapete che Landis, regista di commedie divertenti e irriverenti, inizialmente aveva pensato ad un altro titolo: “Black and White”, inserendo – come cast originario – Gene Wilder e Richard Pryor. Però, Pryor si chiama fuori per ragioni sconosciute. Gli su­ bentra Murphy, ma a questo punto il film si ridurrebbe ad un Wilder che duetta col sostituto di Pryor quindi, fuori ache Gene. Arriva Dan Aykroyd, duo perfetto. Funzionano, si può girare.
E non a caso, il richiamo allo “stallone italiano” risulta azzeccato: si parte infatti con la sequenza su Philadelphia, col fotogramma dedi­cato alla statua di “Rocky”, quella del terzo capitolo, e sulle note di “Le Nozze di Figaro”. Ecco, uno può anche ignorare che la musica sia di Mozart, ma quelle note restano scolpite nella mente; quelle immagini di quarti di bue tagliati per essere venduti il Natale, la pan­cetta di maiale, i commercianti a chiappe strette che “non sc…” non faranno l’amore con le loro mogli se non riescono a vendere, ed il succo d’arancia surgelato, l’impero economico sciocco, al confronto con i grandi imperi della storia, attorno al quale, negli anni ottanta, si svolgono le lotte del potere.

Randolph e Mortymer: i due temibili fratelli Duke
Randolph e Mortymer: i due temibili fratelli Duke

Durante la visione del film si pensa solo alla commedia, dimenti­candosi della satira sociale con cui Landis tratteggia i suoi lavori: l’oro è un bene di consumo come il pane e il bacon, servito su un piatto a colazione, in mano a vecchi miliardari arraffoni che determi­nano i destini dei poveracci. Questo è un modo di vederlo sì, magari guardando con nostalgia alle Torri Gemelle, che troneggiano immen­se e ferali nell’ultimo quarto d’ora, quello della rivincita e della ven­detta: quasi un “rape and revenge” metaforico.  E sempre in tema di indiscrezioni sulla produzione, fa specie sapere, oggi, che i dialoghi di Dan Aykroyd, nelle quali Winthorpe si riferi­sce alle Twin Towers dicendo che: “lì dentro o si uccide o si è uccisi”, siano state “coperte” nelle attuali edizioni del film per non urtare le sensibilità dopo i fatti del 9/11. Ma noi, che non siamo americani, custodiamo la nostra copia senza censure (be’, io il mio dvd originale ce l’ho), godendoci ogni battuta cattiva: persino quelle a sfondo razzista fatte da un Duke all’altro:
Ballantine non ha niente che non va!”
Ma certo che ha qualcosa che non va: è un negro, Randolph!”
Ora, alzi la mano chi non la trova geniale, soprattutto perché a dar vita a questo scambio sono due figure uniche:
Ralph Bellamy, un signore che in vita sua ha fatto qualcosa come centonovanta film e Don Ameche, un centinaio di film in meno, ma memorabili. Due grandi vecchi, che a stare sul set insieme a loro c’era solo da ringraziare.
Da non dimenticare nemmeno la figura di Coleman, il maggiordomo che tutti vorremmo: che ci accende l’idromassaggio e bevacchia con gli invitati al party. Colpiscono anche i comprimari, tutti. Dagli agenti alla stazione di Polizia che maltrattano Winthorpe, a Clarence Beeks, spia del Dipartimento dell’Agricoltura e faccendie­re dei Fratelli Dukes e poi Penelope, la fidanzata viziata di Winthorpe. Ce la ricordiamo tutti, mentre aspetta seccata e disgusta­ ta in sala d’attesa, che Winthorpe venga scarcerato e spruzza deodo­ rante spray, di nascosto sulla schiena del suo vicino di sedia puzzo­lente. Mitica la sua battuta: “mammina vuole far annullare il matrimonio! Devi essere ammattito, Louis!”. Anche il doppiaggio merita una citazione: puntuale, efficace e che lascia il segno.
Una constatazione che non è mai troppo ripeterla spesso. Insomma, una commedia sopraffina, mai volgare: si dice punto massimo della carriera di Eddie Murphy, cosa che mi trova d’accordo; Dan Aykroyd è magro, non lo vedremo più così, molle e viziato, ma alla fine lo amiamo anche perché sposa una prostituta; il cuore è la prima cosa, non si dice così? Murphy guarda dritto in camera, marchio di fabbrica di Landis, mentre lo trascinano in gatta­buia dove illustrerà la temibile tecnica del mezzolitro, e sappiamo che lo spettacolo è appena iniziato: il gioco degli scambi, l’alleanza fra i due e la rivincita di Natale. Spettacolo unico. Certamente anche quest’anno!

Protagonista & Soci Blog. A collection by Protagonisti Editori.
Work licensed under a Creative Commons License:
CC BY-ND 3.0 – Unported License

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...