Ritornano i soldi nel materasso?
Ritornano i soldi nel materasso?

Un’antica formula in economia recita: risparmio= reddito meno consu­mi. Io, invece, la rielaborerei in: r = R(al netto di imposte e tasse) meno Consumi. Ecco, vista in tal guisa, appare molto più attuale. Ma il problema qui non è la contemporaneità della formula bensì un altro, ossia: quanto sono al sicuro, da ‘aggressioni’, i risparmi degli europei? (giacché il problema non è solo il nostro). Quanto è ‘aggredibile’ il risparmio accumulato? Ebbene, per un’idea precisa stavolta facciamo a meno di congetture sogget­tive: leggiamo direttamente le dichiarazioni di banche e banchieri.
MaterassoSecondo le parole di Jens Weidmann: “una ‘tassa sui capitali’ corrispon­derebbe al principio di ‘responsabilità nazionale’. Ossia: i contribuenti saranno re­sponsabili delle obbligazioni del proprio Paese, prima che venga richiesta la solidarietà inter­nazionale”. E voi? Siete d’accordo, oppure pensate sia il preludio di una mossa che metterà ‘un’ipoteca’ sui risparmi? Analizziamo un po’ la questione: nel mese di gennaio, la Bundesbank, propone un quadro molto dettagliato (e inquietante) sulla proposta di una patrimoniale da applicarsi nei paesi periferi­ci per ridurre il debito pubblico, dato il loro elevato livello di ricchezza privata. Nel report non mancano i suggerimenti su come far passare al meglio questa pericolosa misura, presentandola come una redistribuzione di ricchezza interna. Personalmente trovo questa idea paradossale, soprattutto se si considera che l’appello è rivolto ad un paese sovrano, l’Italia, che, nonostante la crisi, si è dissanguato per finanziare i salvataggi di altri paesi (banche comprese), ma non è tutto.

Imponibile patrimoniale mobiliare
Imponibile patrimoniale mobiliare

Tempo fa toccò al ‘Fondo Monetario Internazio­nale’ che, in un suo report, lanciò l’ipotesi di… «un prelievo straordinario del 10% sul patrimonio delle famiglie». Ma, per dovizia di particolari ripor­tiamo le esatte parole dell’FMI: «[…] Il netto deterioramento delle finanze pubbliche in molti Paesi, ha riacceso l’interesse verso unprelievo di capitale”, tassando una tantum, la ricchezza privata, come misura eccezionale per ripristinare la sostenibilità del debito».  Ovviamente, dopo qualche giorno, l’FMI, resosi conto dell’eresia espressa, aggiustò il tiro, ma il senso angosciante di quella indecente proposta resterà comunque scolpito sulla pietra. E poi c’è da consi­derare tutta la vicenda cipriota dello scorso aprile, con tutti gli strascichi e implicazioni che nel tempo potranno esserci. Secondo voi, finisce qui?
Nemmeno per sogno: la scorsa settimana, ‘Reuters’, pubblica la notizia che l’Unione Europea starebbe studiando i criteri e i veicoli giuridici idonei a “mobilitare” i risparmi di 500 milioni di cittadini europei per finanziare investimenti a lungo termine e rilanciare l’economia dal vuoto lasciato dal sistema bancario dopo la crisi. Naturalmente, di proclami del genere ce ne sono ancora a iosa, ma non starò qui a farne l’elenco completo, anche perché non ho alcuna voglia di regalare visibilità a tali vaccate.

(Giusto per capire di cosa parliamo, ecco anche l'infografica coi numeri, che mette in relazione l'Italia e le altre economie mondiali)
(Giusto per capire di cosa parliamo, ecco anche l’infografica
coi numeri, che mette in relazione l’Italia e le altre economie mondiali)

Ora, però, se pensate che il ‘nemico’ venga solo da lontano, sbagliate di grosso. Il nemico ce lo abbiamo anche in casa e ve lo dimostro: leggete un po’ le proposte (vabbé, si fa per dire) di Corrado Passera e di Ghizzoni (A.D. Unicredit). Il primo, ancor prima che diventasse ministro, dal retrobottega della banca di cui era numero uno, elaborò un piano di rilancio per l’Italia che, tra le altre cose, prevedeva un’imposta patrimoniale del 2% sulla ricchezza finanziaria e immobiliare degli italiani (escluse le prime case). Gettito stimato: 85 miliardi di €, da pagare in 3 anni. Peccato che nel frattempo (dal 2011), il debito, sia aumentato di oltre 200 miliardi di €uro. Per dirla più prosaicamente, una misura del genere, sarebbe equivalsa a buttare i soldi nel cesso. Ma l’altro, Ghizzoni, se possibile, è riuscito a dire di peggio: «[…] Guardando allasoluzione cipriota”, mi esprimo favorevolmente alla confisca dei risparmi per salvare le banche!» Be’, questo si commenta da solo.

Lo scorso dicembre, Nomisma ipotizzò l’introduzione di una imposta patri­moniale del 10% sulla ricchezza finanziaria del 10% delle famiglie più ricche che, secondo l’istituto, deterrebbero una ricchezza finanziaria di circa 1130 miliardi di €uro. Gettito stimato: 113 miliardi da corrispondere allo stato in quattro rate, dal 2014 al 2017. Altra utopia. Poi arriviamo a un vero e proprio esercito di personaggi che, a vario titolo, nelle forme e nei modi più fantasiosi, si dicono favorevoli all’introduzione di una simile imposta: Bersani, Fassina, Vendola, Renzi, Cuperlo, il ‘trio Camusso-Bonanni-Angeletti’ (be’ a loro tre glielo si può concedere vi pare?), D’Alema, Saccomanni, Bindi, Scaroni, e tanti altri ancora. Insomma, tra cialtroni, incompetenti, delinquenti, buffoni, falchi e qualche colomba… la vera domanda è: questa patrimoniale sui risparmi, si farà oppure no? Complicato rispondere ma, francamente, non mi sento affatto di escluderlo. Suppongo che gli elementi ci siano tutti, o quasi. Volendo fare una valutazione sulla sostenibilità delle finanze pubbliche, essa, oggi, è parecchio più fragile di quanto lo fosse nel 2011.
In conclusione, se qualcosa dovesse continuare ad andare per il verso sbagliato nel prossimo futuro (mancata crescita economica, fallimento di qualche banca medio grande ecc.ecc.), la possibilità che si giunga ad una soluzione di questo genere appare inevitabile, con tutto ciò che ne conseguirebbe. Ma a quel punto, sarebbe una soluzione etica? E in tal caso, che genere di reazione ci sarà da aspettarsi della gente? Molto vigliaccamente, vi dico che non ho il coraggio di cercare le risposte. Buio!

PSC Blog. collection texts: “Materasso 2.0-sarà forse il caso di rispolverarlo”
by Carmine Covino PS Consulting Consulenze in Rete.
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