L'Europa sospende Schengen
L’Europa sospende Schengen

Diciamoci la verità: il problema, fondamentalmente, è nostro. Diciamoci la verità, è la geografia che ci fotte: Balcani ad est e Magreb a sud. Giusto? Ok… Ma, altrettanto onestamente, tutti noi – i cosiddetti paesi sviluppati – dovremmo ammettere che, in queste terre, anche nel recente passato, non abbiamo fatto altro che succhiare risorse, sfruttare le loro ricchezze, impoverendoli, impedendo loro un oggettivo e salutare progresso. Dando inizio così ad una catena di eventi che oggi sfocia in una migrazione di massa, forse, fuori controllo. Di sicuro, sotto il controllo delle varie organizzazioni criminali. Ma veniamo a noi, alla situazione nel nostro Belpaese: facciamoci delle domande. Diamo pure un po’ di numeri: chi sono gli stranieri residenti in Italia? Qual è lo stato anagrafico del nostro Paese? Dove va l’immigrato? Quali sono le nazionalità più rappresentate? Si nasce o si muore di più?
Secondo me sono anche queste, per cominciare, le domande vere che bisogna porsi, prima di pensare di affrontare seriamente l’immenso esodo a cui tutta l’Europa è chiamata a rispondere. Ma che però, sino ad ora, solo l’Italia sta affrontando, peraltro nella maniera sbagliata. Il fatto è che, almeno per noi, la ‘questione migratoria’ non è mai stata analizzata concretamente: in tutti questi ultimi 20 anni, i vari governi che si sono avvicendati – da Destra a Sinistra – non hanno saputo fare altro che trovare temporanee ‘pezze a colori’, preferendo uno sterile atteggiamento egoistico; scegliendo, cioè, di concentrarsi solo sulle problematiche interne ai partiti. E mentro loro si preoccupano di restare attaccati col culo sui comodi scranni del Parlamento, ci pensa l’Istat a darci le risposte alle domande di prima.

Bilancio demografico al 31-12-'14
Bilancio demografico al 31-12-’14

Al 31 dicembre 2014, in Italia, si contano 60.795.000 (e rotti) residenti, di cui più di 5 milioni (8,2%) di cittadinanza straniera, con un saldo stabile. Il saldo complessivo vede un incremento minimo (+12.944 unità), che diventa negativo per la popolazione femminile (-4.082). Anche il saldo demografico (nati meno morti) ha registrato un valore negativo di quasi 100 mila unità, un picco mai raggiunto nel nostro Paese dal 1917-1918 (primo conflitto mondiale).
La diminuzione delle nascite non offre spunti rassicuranti: sono stati registrati quasi 12 mila nati in meno rispetto all’anno precedente. Stessa cosa per i nati stranieri (-2.638 rispetto al 2013), che comunque rappresentano il 14,9% del totale dei nati. Cresce anche l’invecchiamento della popolazione italiana: l’età media è 44,4 anni, ma la mortalità, per fortuna, resta stabile e con una lieve diminuzione dei decessi in valore assoluto (-2.380).
Il movimento migratorio con l’estero, nel 2014, presenta un saldo positivo pari a circa 141 mila unità, in diminuzione rispetto agli anni precedenti: tale movimento, sia interno che dall’estero, è indirizzato prevalentemente verso le regioni del Nord e del Centro. In aumento le acquisizioni di cittadinanza: sono circa 130 mila i nuovi cittadini italiani (+29%) e sono circa 200 le diverse nazionalità presenti nel nostro Paese. Oltre il 50% (più di 2,6 milioni) sono cittadini europei: le nazionalità più rappresentate sono: la rumena (22,6%) e la albanese (9,8%).

Detto questo, però, al momento esiste una criticità a cui viene dato risalto essenzialmente attraverso i media, piuttosto che dai vari esecutivi europei. Ecco qualche eloquente esempio: «LE NAZIONI EUROPEE HANNO CHIUSO LE FRONTIERE!», si limitano a titolare i giornali. Per vendere! Le immagini di Roma, della Stazione di Milano e di Ventimiglia, invece, danno la misura, di quanto sia stata ignorata la gravità di ciò che accadeva appena fuori casa nostra. Ma il festival dei titoloni prosegue, ecco un altro esempio: «Francia, Germania etc etc, hanno sospeso Shengen…» In Spagna, frattanto, hanno votato per respingere i migranti. A Ventimiglia GIORNALMENTE vengono riportati in Italia i migranti che tentano di andare in Francia, coi gendarmi che li riaccompagnano alla frontiera.
Ora come ora, non è più questione di qualche unità o decine: serve un’azione decisa, un progetto concreto che, sinergicamente, ponga fine agli sperpetui, alle speculazioni. Che delegittimi l’influenze delle mafie sui mari. OCCORRE PRENDERE ATTO CHE FORSE, LA SOLIDARIETA’, DA SOLA, NON BASTA. CHE HA UN LIMITE:
e tu che cosa vuoi fare, Renzie?

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