L’amore… “Del Santo”

LadyThe Lady…”
La risposta più ovvia alla D’Urso… La conferma che il benchmark, sempre la D’Urso, è battibile!!

Una web serie che va OLTRE ogni stereotipo; una produzione che supera e rende vana ogni classificazione. Rendendo superflua la scelta di un qualsiasi aggettivo. Impossibile, più che altro!!

Che intuizione, quella di Lory Del Santo, al suo debutto come regista..
Nel suo esordio, crea la 1^ ‘Gossip-serie’; la prima fiction Radical chic-Hipster; la prima, con una trama… senzastoria’.
La Del Santo, più patinata che mai, è la Ed Wood denoartri!!

Montaggio, dialoghi, doppiaggi e piani sequenza, al di là del concetto di genio; scelte che fanno sfacciatamente marameo agli archetipi del genere.
Un crogiolo di emozioni.  Come questo frammento, ad esempio:
-Lui: Hai dei viaggi in programma?
-Lei: Si, Capri. Devo andarci per un servizio fotografo, una campagna
di costumi da bagno. Poi Napoli e poi Parigi.
-Lui: Ma cosa è l’amore per te?
-Lei: Frammenti di tante emozioni. Dai è tardi, andiamo

Notate la sobrietà dei contenuti; il minimalismo della consecutio temporum -quasi un inchino all’intramontabile Treccani– un autentico attacco idiomatico, sferrato all’esasperato edonismo di massa.
Per non parlare dell’eleganza con cui si fa sfoggio della Geografia.

Un prodotto per la rete, con un solo grosso punto debole:
The Lady…” è un porno che non decolla; ammicca, appicca ma non spacca.  Parte in quarta, ma si affloscia sul margine della meta.
Lory lancia un pesante monito alla neo borghesia post-moderna.
Sferza (nemmeno tanto) i luoghi comuni etnici;
scherza sugli archetipi di razza, senza lesinare su ovvi cliché.

Discutibile ed obliquo, nel suo messaggio subliminale:
basta sopravvalutare l’Umanità!!
Insomma: buono o pessimo che sia, non importa,
basta che se ne parli… E se ne parlerà!!

«Agonismo e spettacolo: nessun pericolo in “curva”»

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Comunicazione strumento imprescindibile
Curva
(Fonte: Il Mattino di Caserta)

E’ innegabile rilevare quanto, ‘peso specifico’ e vigore del “tifo organizzato”, contino nell’economia di un risultato sportivo. Non già per l’evidente sostegno morale agli atleti che scendono a lottare sul ‘legno’, piuttosto che sui prati. Quanto per la caratterizzazione di questo o quello specifico ‘movimento’ di supporto. E senza contare le coreografie, studiate volta per volta. Praticamente, ‘l’uomo’ in più nel gioco a squadre; anzi, se ne potrebbe fare addirittura un campionato a parte: uno spin-off del tifo.
Dunque, anche questo è spettacolo; anche questo è parte della battaglia; anche questa è competizione, senza dubbio. Ma, dal mondo della ‘palla a spicchi’, un importante passo avanti è stato fatto; un forte segno distintivo è stato impresso, rispetto al Calcio: dal punto di vista del senso di responsabilità civile, voglio dire. E le recenti, forti contestazioni sollevatesi a Caserta, hanno sì contrapposto la ‘Curva’ al resto degli spettatori – del resto, la differenza tra il tifo in curva e quello in tribuna è notorio. E’ un po’ il gioco dei ruoli – con toni aspri e senza censure;
certamente è stato finalmente superato il Politically Correct, che poco bene fa in ogni ambiente. Ma si è trattato pur sempre di mero dissenso verbale che, “l’Ancillotto” , ha voluto anche argomentare: ‘ius et iniuriam’ che sia.
Certo, non a tutti può piacere l’uso di un linguaggio ‘senza flitri’, per così dire. Ma si resta comunque su un piano di incruenta, e non è cosa da poco, se andiamo a vedere cosa accade in altri sport più titolati. Personalmente, al netto di residuali eccezioni naif, e qualche ‘pecora zoppa’, mi piace immaginare un futuro fatto di evoluzione e crescita anche sociale, per il ruolo della “curva”: magari rendendola ancor più responsabile, istituzionalizzandone la figura. Dite che, forse, sono troppo progressista?