L’amore… “Del Santo”

LadyThe Lady…”
La risposta più ovvia alla D’Urso… La conferma che il benchmark, sempre la D’Urso, è battibile!!

Una web serie che va OLTRE ogni stereotipo; una produzione che supera e rende vana ogni classificazione. Rendendo superflua la scelta di un qualsiasi aggettivo. Impossibile, più che altro!!

Che intuizione, quella di Lory Del Santo, al suo debutto come regista..
Nel suo esordio, crea la 1^ ‘Gossip-serie’; la prima fiction Radical chic-Hipster; la prima, con una trama… senzastoria’.
La Del Santo, più patinata che mai, è la Ed Wood denoartri!!

Montaggio, dialoghi, doppiaggi e piani sequenza, al di là del concetto di genio; scelte che fanno sfacciatamente marameo agli archetipi del genere.
Un crogiolo di emozioni.  Come questo frammento, ad esempio:
-Lui: Hai dei viaggi in programma?
-Lei: Si, Capri. Devo andarci per un servizio fotografo, una campagna
di costumi da bagno. Poi Napoli e poi Parigi.
-Lui: Ma cosa è l’amore per te?
-Lei: Frammenti di tante emozioni. Dai è tardi, andiamo

Notate la sobrietà dei contenuti; il minimalismo della consecutio temporum -quasi un inchino all’intramontabile Treccani– un autentico attacco idiomatico, sferrato all’esasperato edonismo di massa.
Per non parlare dell’eleganza con cui si fa sfoggio della Geografia.

Un prodotto per la rete, con un solo grosso punto debole:
The Lady…” è un porno che non decolla; ammicca, appicca ma non spacca.  Parte in quarta, ma si affloscia sul margine della meta.
Lory lancia un pesante monito alla neo borghesia post-moderna.
Sferza (nemmeno tanto) i luoghi comuni etnici;
scherza sugli archetipi di razza, senza lesinare su ovvi cliché.

Discutibile ed obliquo, nel suo messaggio subliminale:
basta sopravvalutare l’Umanità!!
Insomma: buono o pessimo che sia, non importa,
basta che se ne parli… E se ne parlerà!!

“Quarto Potere”: una modesta opinione…

Quarto potere
No Trapassing…” L’immagine che domina il Masterpiece!!

E’ una pellicola dalla forte indole polemica, “Quarto Potere”;
un grande classico che, a più di 78 anni dall’uscita, mette ancora a fuoco, con nitida attualità, una vita sociale continuamente soggiogata dall’amoralità politica del potere, dall’egoismo, falsità ed ipocrisia.

Welles decretò la morte del cinema classico, e la nascita di quello moderno;
condizionò il cinema contemporaneo, negli anni a venire. Rimarrà epica quella citazione di H.Bogart (omaggio al film di Wells) in “L’ultima minaccia” (di R.Brooks ’52):
È la stampa bellezza! La stampa! E tu non puoi farci niente! ..!!”

L’eredità di Orson Wells, resiste nel tempo e servirà, poi, a dar vita ad altri capolavori, che avranno il pregio e il merito di dar vita ad opere eccellenti come “Quinto Potere” (di S.Lumet) dove però, stavolta, sarà la TV a prendere il posto della stampa, in una società che confida nel progresso e nel cambio generazionale; ma che condivide, in fondo, lo stesso cinismo e gli stessi principi di amoralità.

In sintesi, “Quarto Potere” è la storia di Kane: un apolide, strappato ai genitori ed educato da una banca; un individuo libertino, spregiudicato, pavido, infelice.
In sostanza, drammaticamente solo. Lui è un ‘mercuriale’ (be’, forse una curiosa variante del tema); è l’emblema dell’Uomo Nuovo, un accumulatore materiale, che la preferisce ad un’esistenza più cerebrale…

E chissà perché, mi viene in mente subito l’immagine dell’iPhone, a corredo della mia ultima riflessione..!!