“Quarto Potere”: una modesta opinione…

Quarto potere
No Trapassing…” L’immagine che domina il Masterpiece!!

E’ una pellicola dalla forte indole polemica, “Quarto Potere”;
un grande classico che, a più di 78 anni dall’uscita, mette ancora a fuoco, con nitida attualità, una vita sociale continuamente soggiogata dall’amoralità politica del potere, dall’egoismo, falsità ed ipocrisia.

Welles decretò la morte del cinema classico, e la nascita di quello moderno;
condizionò il cinema contemporaneo, negli anni a venire. Rimarrà epica quella citazione di H.Bogart (omaggio al film di Wells) in “L’ultima minaccia” (di R.Brooks ’52):
È la stampa bellezza! La stampa! E tu non puoi farci niente! ..!!”

L’eredità di Orson Wells, resiste nel tempo e servirà, poi, a dar vita ad altri capolavori, che avranno il pregio e il merito di dar vita ad opere eccellenti come “Quinto Potere” (di S.Lumet) dove però, stavolta, sarà la TV a prendere il posto della stampa, in una società che confida nel progresso e nel cambio generazionale; ma che condivide, in fondo, lo stesso cinismo e gli stessi principi di amoralità.

In sintesi, “Quarto Potere” è la storia di Kane: un apolide, strappato ai genitori ed educato da una banca; un individuo libertino, spregiudicato, pavido, infelice.
In sostanza, drammaticamente solo. Lui è un ‘mercuriale’ (be’, forse una curiosa variante del tema); è l’emblema dell’Uomo Nuovo, un accumulatore materiale, che la preferisce ad un’esistenza più cerebrale…

E chissà perché, mi viene in mente subito l’immagine dell’iPhone, a corredo della mia ultima riflessione..!!

«Gli spettri del tempo» Un piccolo assaggio, Aspettando che il libro esca

C’è sempre qualcuno che, dietro le quinte, muove i fili di tutto!

Da un’idea di: PMR
Work covered by Copyleft/ CC BY-ND 3.0

“C’è sempre un principio in tutte le cose e, talvolta, vi è anche una conclusione. Ma per quest’ultima, non sempre spetta a noi decidere. Sovente può dipendere dal fato, da elementi imprevedibili, da ‘forze superiori’. Tuttavia, può succedere che si giunga ad una fine, anche grazie all’inatteso intervento di innocue persone. Innocenti individui, a cui il destino ha segretamente riservato un inatteso compito…
Come nella storia che segue!

L’inizio di tutte le cose: Svizzera, Lago di Ginevra, 11 Settembre 1814. In un’illustre villa.

«[…] Finalmente, dopo una lunga attesa, il momento di incontrarci è giunto! Ditemi, mio buon amico, come è andato il viaggio sin qui? Trovate questo luogo di vostro gradimento?» domandò premuroso il Conte, all’elegante uomo inglese.
«Il viaggio, per quanto lungo, è stato abbastanza agevole. E sì, questo posto è davvero suggestivo. Sembrerebbe un luogo perfetto per un ritiro creativo. Signore, permettetemi di visitarne ogni anfratto. Magari, chissà: un giorno potrei tornarmene qui… ma per dedicarmi all’arte. Alla scrittura, e perché no: magari con un’allegra compagnia» rispose il gentiluomo, quasi in maniera profetica.
«Allora prego, seguitemi. Dentro ci aspettano impazienti, abbiamo parecchio da discorrere e deliberare. Ma certo non mancheranno le libagioni, che so, Voi, apprezzate molto» concluse il Conte, sottolineando il verbo ‘apprezzare’ con maliziosa ironia.

Austria, 3 Ottobre 1814:
«Stimato Principe, quest’Assise sarà un grande successo. Ne usciremo trionfanti e più forti. Tutto tornerà come prima, e forse anche di più» affermò il Conte di Lobo da Silveyra, autorevole diplomatico portoghese, anch’egli invitato a partecipare a quell’assemblea destinata a passare alla storia.
«Concordo con lei, caro Conte di Lobo. Che sia chiaro: io sostengo con vigore un rinnovato equilibrio dei nostri Stati. Sì allaRestaurazione” ma non intendo soffocare i perdenti. Autorevoli delegati, è notorio quanto il mio pensiero tragga ispirazione dalla filosofia del nostro grandeLudwig Von Rochau’, padre della “real-politik” ed alla quale io mi sono consegnato completamente. Ed è proprio in ragione di questo assioma che orienteremo il dibattito e le inevitabili delibere» rispose, appassionato, il Principe di Metternich